domenica 3 maggio 2009

Recensione di "Immaginate la ragazza" su Vico Acitillo 124 - Poetry Wave (di Raffaele Piazza)




Recensione di Raffaele Piazza, leggi qui.





2 commenti:

Anonimo ha detto...

"Dall´altro lato delle parole c´è qualcosa che cerca di uscire dal silenzio, di significare attraverso il linguaggio, come battendo colpi su un muro di prigione”.
Italo Calvino – Mondo scritto e mondo non scritto

Al di là di alcune grossolane sviste (un “piccolo canzoniere” di 769 pp. sarebbe forse meglio equiparabile ad una cantica dantesca o ad un tomo di enciclopedia: “Immaginate la ragazza” è di dimensioni assai più sostenibili , 80 pp.), quello che comunica la seppur apprezzabile recensione di Piazza è di non avere colto il segno fondamentale, il nerbo della poetica alla base della silloge.
Se anche il “dettato è lapidario” o si ritualizza il quotidiano, queste osservazioni sembrano accumulare dettagli nella completa assenza della cifra architettonica che sussume in sé ogni parto creativo della coscienza poetica di G. Catalano.
Se anche “L’orologio” è parso “molto grazioso” al critico, questo non contribuisce ad illuminare le liriche asciutte e intense che, incastonate secondo un iter, per meglio dire un νóστος , ben preciso portano gradualmente il lettore all’interno della visione del poeta di tutto il mondo, dei suoi ingranaggi misteriosi e insieme familiari, che si giocano in una costante tensione fra quotidianità ed universalizzante che risente di evidenti echi borgesiani. Immancabili si assiepano, negli schizzi essenziali che si avvicendano sulla scena di “Immaginate la ragazza”, una miriade di figure femminili che si svelano, all’occhio attento, come modulazioni stanche della medesima nota. Come Beatrice o Laura, anche le donne, spesso senza nome, che popolano la raccolta sublimano in sé, antifrasticamente anche in contesti che rasentano il cinismo, una visione trascendentale del mondo.
Ecco dunque emergere il vero protagonista di questa silloge: il trascendente, che discreto bussa alle porte della coscienza dell’autore, disturbandone ed arricchendone la percezione della realtà, sfumando le tinte precise e abitudinarie della realtà in mille colori intermedi dal sapore sognante.

Antonello Orlando
Università di Bologna

Prometeo ha detto...

ho letto un po' la recensione, devo dire che è un bell'invito alla lettura