mercoledì 12 maggio 2010

I cantieri

Una piccola scossa,
una vibrazione
è il segnale
che ti stai riaddormentando.

Io non ho sonno
e penso
a cosa faremo domani
o a come farci
piacere
le vite degli altri.

Basta poco
che l’esperimento fallisca:
un sogno, un dolore.

La sveglia
che non suona.

Allora, resto a guardarti
come si guardano i cantieri.
Perché è nel sonno
che si costruiscono le case,
i ricordi si fissano.

Noi no,
se gli altri avranno
una distrazione, noi
dobbiamo sempre
dimostrare
di poter essere di più

di quelle città
distrutte dal terremoto.




Giovanni Catalano, inedito (2010)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

sempre molto interessanti le tue poesie.

ciao Giovanni.
iole

Giovanni ha detto...

Grazie Iole,

un caro saluto.
Giovanni

anna ha detto...

mi piace sempre più la tua scrittura, questo sondare la vita tra i cantieri dell'esistenza.

molto bella, Giovanni, molto...

un abbraccio!

Anna