Una piccola scossa,
una vibrazione
è il segnale
che ti stai riaddormentando.
Io non ho sonno
e penso
a cosa faremo domani
o a come farci
piacere
le vite degli altri.
Basta poco
che l’esperimento fallisca:
un sogno, un dolore.
La sveglia
che non suona.
Allora, resto a guardarti
come si guardano i cantieri.
Perché è nel sonno
che si costruiscono le case,
i ricordi si fissano.
Noi no,
se gli altri avranno
una distrazione, noi
dobbiamo sempre
dimostrare
di poter essere di più
di quelle città
distrutte dal terremoto.
Giovanni Catalano, inedito (2010)
3 commenti:
sempre molto interessanti le tue poesie.
ciao Giovanni.
iole
Grazie Iole,
un caro saluto.
Giovanni
mi piace sempre più la tua scrittura, questo sondare la vita tra i cantieri dell'esistenza.
molto bella, Giovanni, molto...
un abbraccio!
Anna
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