sabato 28 maggio 2011

Tutti abbiamo

Tutti abbiamo
commesso un errore
nella vita. È questo il senso
di un errore:
che è stato commesso
da tutti
o prima o poi.
E, niente, fuori c’è
una grande fotografia.
Fuori dalla nostra testa.
No, non siamo contemporanei
siamo piuttosto come luglio e agosto
e devi scegliere
dove vorresti andare quest’estate
(una capitale europea
o un’isola greca, un piccolo posto
di mare).
Quante altre volte
dimenticheranno il giorno
del tuo compleanno.
Se ti dicessi
che il carattere di una persona
si vede anche dal modo
in cui piega la carta
dei cioccolatini.
Tutto ha sempre avuto per me
un certo sapore zen
(la farfalla di Chuang Tzu,
le monete dei Ching
ad esempio).
È il limite di ogni analogia.
Ti fai una doccia ed esci, te ne vai
ma che vuol dire (per sempre)
hai lasciato un pettine d’osso,
uno specchio appannato, la spugna.
È questo il senso di andarsene?

lunedì 23 maggio 2011

Di notte

Immerso nella notte. Così come talvolta si china la testa per meditare, essere così immersi completamente nella notte. Tutt'intorno gli uomini dormono. Una piccola commedia, un'incolpevole illusione che dormano nelle case, in solidi letti, sotto un solido tetto, stesi o rannicchiati su materassi, fra le lenzuola, sotto le coperte, in realtà si sono trovati come allora e come più tardi in una regione desolata, un campo all'aperto, un numero sterminato di uomini, un esercito, un popolo, sotto un cielo freddo sopra la terra fredda, buttati là dove prima erano in piedi, la fronte sul braccio piegato, la faccia contro il terreno, respirando calmi. E tu sei sveglio, sei uno dei guardiani, trovi il più vicino rivoltando il legno ardente nel mucchio di stipe accanto a te. Perché vegli? Uno deve vegliare, si dice. Uno deve esserci.

Franz Kafka

lunedì 2 maggio 2011

E.E.Cummings - somewhere i have never travelled,gladly beyond































somewhere i have never travelled,gladly beyond
any experience,your eyes have their silence:
in your most frail gesture are things which enclose me,
or which i cannot touch because they are too near

your slightest look easily will unclose me
though i have closed myself as fingers,
you open always petal by petal myself as Spring opens
(touching skilfully,mysteriously)her first rose

or if your wish be to close me, i and
my life will shut very beautifully ,suddenly,
as when the heart of this flower imagines
the snow carefully everywhere descending;

nothing which we are to perceive in this world equals
the power of your intense fragility:whose texture
compels me with the color of its countries,
rendering death and forever with each breathing

(i do not know what it is about you that closes
and opens;only something in me understands
the voice of your eyes is deeper than all roses)
nobody,not even the rain,has such small hands

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in un luogo che non ho mai raggiunto coi miei viaggi,piacevolmente oltre
ogni esperienza,i tuoi occhi hanno il loro silenzio:
nel più debole dei tuoi gesti ci sono cose che mi rinchiudono,
o che non posso sfiorare perché troppo vicine

un tuo minimo sguardo mi aprirebbe senza alcuna difficoltà
anche se mi sono chiuso come si chiudono le dita di una mano,
tu mi apri sempre petalo per petalo come la Primavera apre
(sfiorando come solo lei sa fare,misteriosamente)la sua prima rosa

o se il tuo desiderio fosse quello di chiudermi, io e
la mia vita ci chiuderemmo con tanta bellezza ,all’improvviso,
come quando il cuore di questo fiore immagina
la neve che scende piano su ogni cosa;

niente di ciò che avremo a vedere in questo mondo eguaglia
la forza della tua intensa fragilità:la sua trama
che mi costringe con il colore delle sue terre,
che porta morte e per sempre ad ogni fiato

(non so cos’è di te che chiude
e apre;solo qualcosa dentro di me mi dice
che la voce dei tuoi occhi è più profonda di tutte le rose)
nessuno,nemmeno la pioggia,ha mani tanto piccole







Traduzione di G. Catalano.