sabato 21 gennaio 2012

Inediti

I

Se sono queste
le parole che ho sentito
nella tua voce
vado felice al pensiero
che prima o poi
non sapremo che farcene
e ce ne torneremo a casa.
Tutto ha una direzione.
Ma i pensieri vanno in un verso,
le intenzioni nell’altro, si separano.
Ognuno risplende nella luce dell’altro,
poi ci scambiamo di posto,
tesi come i capi di un elastico
teso come sul punto di spezzarsi.
È un filo esile ma non si spezza.
Anche se oggi è difficile
vedere quella luce che si è spenta.
Non passavo di qui
da tempo, è tardi.
Il negozio
di alimentari all’angolo
è già chiuso. Oppure
non c’è più
ragione che tutto questo
parlare ed ascoltare
ci divida
o ci sollevi da terra.
Cosa vuoi che risolva
lo sciopero dei mezzi?
Quanti negozi chiusi
in questo quartiere
per non pagare le tasse
che non dovevano pagare.
Di certe insegne capovolte
sono rimasti come un’eco
solo i nomi più esotici,
altri nomi che danno il nome
ad altre cose. Sono sbiadite.
Come per tutto il male
che abbiamo fatto
e adesso abbiamo di fronte
è il pensiero che conta,
le buone intenzioni.





II

Non mancheranno
le occasioni
per sederci in cerchio
attorno a un ultimo falò
e leggerci l’un all’altro.
Prima persona singolare
e tutte le combinazioni possibili.
Qui cadono gli alberi
e non si vendono
i libri. È così che continuano
le guerre, al buio, in silenzio.
Insieme.
A cosa stai pensando?
Non mancheranno
le occasioni
per rivedere le stesse persone
e lasciare le cose
come stavano
quando le avevamo lasciate.
Per dormire sullo stesso divano
e svegliarsi un pomeriggio,
gli occhiali da vicino, il segnalibro tra le gambe
o per vedere di nuovo un vecchio film
che avevamo dimenticato.
Harley Wallbanger, vodka e succo d’arancia,
una ciliegia (e io non mi stupisco,
perché quando abiti in una città così tanto
quanto ci ho abitato io, tutti
si conoscono per nome).
Ma una cosa è la musica, tutt’altra
è il ballo, se sapremo ancora
trovare nuovi contesti
in cui usare le stesse parole di sempre
come se fossero nuove,
alzarci e cercare un bicchiere,
dire ancora qualcosa e poi fare
davvero sul serio, insieme.





III

La distanza del tuo volto
la misuro in anni
che non passano mai.
Sempre a pezzi, come l’autunno,
qui la luce non s’è fermata
ad aspettare dietro i vetri.
Controllo il peso, la pressione,
mi tengo sotto controllo,
faccio un giro su me stesso,
una corsa sul posto, riprendo fiato.
Il giardiniere che mi saluta appena
e con un rastrello raccoglie alla sera
quel mucchio di speranze
appena cadute (nascondere i fiori
dietro la schiena, suonare ai cancelli)
sembra non finire mai.
Come posso convincerti
d’esser più di quel che sono?
Ci sono dettagli
che si vedono solo da lontano
e un dettaglio più è piccolo
e più è importante.
Lo so, partiamo domani.
Per fortuna che abbiamo una scusa
per volare, prendere un aereo,
dovremmo farlo più spesso
e non dimenticarci di guardare giù
dall’alto in basso
come per restituire alle cose
la loro naturale superficialità.
Testimoniare che non sono niente.
Provare a sistemare anche te
dentro questa valigia
come una stampa di Van Gogh,
i corvi che finalmente se ne vanno
e come preti assolvono chi può restare.

martedì 11 ottobre 2011

L'amico di Wigner alla libreria Odradek


Valentino Ronchi e Debora Pioli presentano "L'amico di Wigner" alla libreria Odradek di Milano, via principe Eugenio, 28. Venerdì 28 Ottobre, alle 18.00. Non mancate.

domenica 2 ottobre 2011

Le strade della poesia

Detto tra noi, c’è questo di buono.
Che la gente attaccata alla terra
prima di partire si ricorda di lasciare
le chiavi dai vicini, per dare un occhio ai cani,
l’acqua alle piante.
Che qui non ci sono strade ma solo ipotesi
di strade e - se va bene - l’idea
che questa terra sia l’inizio o la fine di qualcosa.
La possibilità che - quando torniamo - questo posto
non sia cambiato affatto, gli amici forse.
Ci aspettano alla porta quasi fossero i guardiani
di un’altra vita in cui avremmo potuto rimanere qui
e sdraiarci sull’erba o salire sui tetti.
Come hai potuto pensare che dipendesse dal tempo
che dedichiamo alle cose. Che dipendesse dal viaggio.
Se non c’è un orizzonte, se nulla si muove.
Gli amici forse, che disegnano col gesso
per terra o che saltano una corda.
Mi piace vederla così. Che passeggiando per il quartiere
poco dopo il mercato possiamo ancora calpestare
una qualche verità e fare un passo indietro,
senza farci caso.

mercoledì 17 agosto 2011

L'amico di Wigner - una selezione di testi in anteprima

Una selezione di testi su Neobar.

"Il trattamento della memoria e del quotidiano per quadri, immagini, nuclei di una narrazione essenziale. Poesia vissuta come centro, scandaglio, lente di ingrandimento, in un dis-incanto che stabilisce, in una luce sommessa, un dialogo con quello che siamo, ancora e nonostante tutto, e quello che ci portiamo dentro" (Abele Longo).

giovedì 4 agosto 2011

Coming Soon






Vorrei stare con te
come un giudizio sospeso,
un’estate come un’altra.
Dove gli insetti della sera
sono la nostra resistenza.

E le ali sono plettri.

Qui nessuno
riesce a dormire
e questo prima
non si sapeva.

Ma siamo giovani
e qui nessuno
ha fretta.

C’è chi si perde,
certo.

Se ne avrò voglia
– e ho voglia –
di tornare indietro
per cercarli,
li ordinerò per nome
o per anno.

L’anno in cui
stavamo appoggiati
ai muretti,
in quella pazienza,
gli insetti, le chitarre.

Se Agosto fosse
Luglio. E noi gli stessi
identici errori.

domenica 3 luglio 2011

She's lost control



She’s lost control

È bastato poco
che non succedesse mai.

Che non cadesse a terra
con un cucchiaio dietro la lingua.

E non suonasse
un disco di Iggy Pop.

Provate voi a sedervi,
a salire coi piedi
ed aspettare che il collo
si adatti alla curva
come un segreto tra di loro,
un attributo degli occhi.

Provate voi
a tremare come lei
quando la prende il vento.